Tre croci in silhouette sul Calvario contro un tramonto di fuoco e nubi scure

Fede cristiana

Cosa crediamo

Questa pagina è la nostra sintesi pubblica della fede: come leggiamo insieme le Scritture. Ha convinzioni chiare sul battesimo, sulla Cena e sulla chiesa locale, ma non è un credo da firmare né un'autorità accanto alla Bibbia. Resta aperta a essere corretta dalla Parola.

La Bibbia

Autorità ispirata da Dio per la fede e la vita cristiana.

Crediamo che tutta la Scrittura sia ispirata da Dio e utile per insegnare, riprendere, correggere e educare alla giustizia.

Non eleviamo tradizioni umane, concili o documenti confessionali ad autorità parallele alla Bibbia. Al tempo stesso non pretendiamo di leggere «solo la Bibbia» senza un'ermeneutica: ci ispiriamo al movimento di restaurazione Stone-Campbell, una scuola di lettura ottocentesca americana. Le nostre conclusioni restano nostre, da verificare continuamente nelle Scritture.

Dove la Scrittura comanda o insegna con chiarezza (ad esempio sulla fede, sul battesimo, sulla Cena del Signore), cerchiamo di obbedire. Dove tace su un dettaglio di pratica o di mezzo (ad esempio gli strumenti nel canto), distinguiamo tra norme e libertà della chiesa locale. Non è la stessa regola applicata ovunque allo stesso modo: sono criteri dichiarati, non «la Bibbia che parla da sola». Non trasformiamo il nostro discernimento in unica lettura onesta.

Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
(2 Timoteo 3:16-17)
Conoscendo prima di tutto questo, che nessuna profezia della Scrittura è di interpretazione personale; poiché non è mai stata portata avanti da volontà umana alcuna profezia, ma uomini portati dallo Spirito Santo hanno parlato da parte di Dio.
(2 Pietro 1:20-21)
Chi mi rifiuta e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho parlata, quella lo giudicherà nell'ultimo giorno.
(Giovanni 12:48)

Trinità

Un solo Dio eterno rivelato come Padre, Figlio e Spirito Santo.

Crediamo in un solo Dio vivente, Creatore di ogni cosa, santo, giusto e misericordioso, rivelato come Padre, Figlio e Spirito Santo.

Gesù stesso ha dichiarato di essere uno con Dio: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10:30). Ha detto anche: «Prima che Abramo fosse nato, Io sono» (Giovanni 8:58), prendendo su di Sé il Nome divino, e a Filippo: «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Giovanni 14:9).

L'apostolo Giovanni lo dice con chiarezza: Gesù Cristo «è il vero Dio e la vita eterna».

Gesù non è un secondo dio accanto al Padre, né una creatura elevata: con il Padre e lo Spirito Santo condivide la stessa natura divina. Un solo Dio eterno, rivelato in tre persone distinte.

Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento per conoscere Colui che è il vero Dio; e noi siamo in Colui che è il vero Dio, cioè nel Suo Figlio Gesù Cristo. Questi è il vero Dio e la vita eterna.
(1 Giovanni 5:20)
Io e il Padre siamo uno.
(Giovanni 10:30)
Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse nato, Io sono».
(Giovanni 8:58)
Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre; come puoi dire: «Mostraci il Padre»?».
(Giovanni 14:9)

Gesù Cristo

Figlio di Dio, morto e risorto, unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Gesù Cristo è il Figlio di Dio incarnato: concepito dallo Spirito Santo, nato da Maria vergine, visse senza peccato, morì sulla croce per i nostri peccati e risorse il terzo giorno.

È Signore, Cristo e Re. Solo attraverso Lui abbiamo accesso al Padre e alla promessa della vita eterna.

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
(Giovanni 14:6)
Poiché c'è un solo Dio, e anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù.
(1 Timoteo 2:5)
Poiché vi ho tramandato anzitutto quello che anch'io ho ricevuto, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, ed è stato sepolto, ed è risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture.
(1 Corinzi 15:3-4)

La salvezza

Per grazia, mediante la fede obbediente: Dio salva; noi riceviamo la Sua promessa.

Crediamo nella sola grazia: nessuno merita il perdono. La salvezza è dono di Dio. Non intendiamo «sola grazia» nel senso di una fede solo interiore, senza risposta pubblica: intendiamo sola grazia ricevuta nella fede obbediente, di cui il battesimo fa parte. Quando Paolo in Efesini 2 esclude le «opere», intende il merito umano (ciò che pretenderebbe di comprare o guadagnare la salvezza), non ogni risposta di fede.

Per noi il battesimo non è un'opera meritoria che aggiunge qualcosa a Cristo. È il mezzo e il momento in cui Dio applica la promessa del perdono a chi crede (Atti 2:38; Romani 6): pentimento, confessione di Cristo come Signore e immersione. La causa resta Dio; il battesimo è il modo in cui la fede riceve ciò che Dio ha promesso. Non è «fede più un merito».

Altri cristiani collocano il perdono solo nella fede interiore, senza legarlo al battesimo nello stesso modo. Rispettiamo quella lettura; la nostra, studiando questi testi, è diversa. Continuare a vivere fedelmente non compra la salvezza: è il frutto di chi è stato raggiunto dalla grazia.

Poiché siete salvati per grazia, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio; non per opere, affinché nessuno se ne vanti.
(Efesini 2:8-9)
Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo».
(Atti 2:38)
Se infatti con la tua bocca confessi Gesù come Signore, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Poiché con il cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa confessione per ottenere la salvezza.
(Romani 10:9-10)

Il battesimo

Immersione nell'acqua di chi crede, per il perdono dei peccati.

Pratichiamo il battesimo per immersione di credenti consapevoli, secondo l'esempio del Nuovo Testamento.

Gesù stesso disse: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato» (Marco 16:16).

Per noi il battesimo non è un rito vuoto né un atto che salva da solo. La causa del perdono è la grazia di Dio in Cristo; il battesimo è il mezzo e il momento in cui quella promessa viene applicata a chi crede: uniti a Cristo nella Sua morte e risurrezione, riceviamo il perdono dei peccati.

Rifiutiamo il merito umano; non rifiutiamo l'obbedienza della fede. La grazia resta interamente di Dio. Non presentiamo questa lettura come l'unica possibile per chi prende sul serio la Bibbia: è la nostra, e invitiamo a esaminarla nelle Scritture. Il battesimo viene amministrato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.
(Marco 16:16)
Andate dunque e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
(Matteo 28:19)
Non sapete che quanti di noi siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti insieme a lui, mediante il battesimo, nella morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminiamo in novità di vita.
(Romani 6:3-4)
Or alzati, fatti battezzare e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
(Atti 22:16)

La chiesa

Il corpo di Cristo, con pastori chiamati a pascere il gregge secondo la Scrittura.

La chiesa è il corpo di Cristo: un popolo chiamato fuori dal mondo per adorare Dio, crescere nella fede e annunciare il Vangelo.

Cristo solo è il capo della chiesa. Nella Scrittura i pastori (chiamati anche anziani o vescovi) non sono funzionari di un'organizzazione umana, ma pastori del gregge. La nostra lettura della Bibbia in merito a questo ruolo ci mostra che esso non costituisce un titolo formale, bensì una funzione che la comunità riconosce nei fatti a chi esercita tale servizio, al di là di qualsiasi aspirazione a essere definito pastore. Sono uomini chiamati dallo Spirito Santo a vegliare sul gregge, a insegnare la Parola e a guidare i credenti con l'esempio della vita.

Ogni congregazione locale vive sotto la sua guida, riconoscendo in questi uomini una responsabilità spirituale, non un potere istituzionale. La chiesa non appartiene a gerarchie o strutture esterne, ma a Cristo.

E ha messo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha costituito sommo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, la pienezza di colui che tutto riempie in tutti.
(Efesini 1:22-23)
E si dedicavano con perseveranza all'insegnamento degli apostoli e alla comunione fraterna, alla frazione del pane e alle preghiere.
(Atti 2:42)
Badate a voi stessi e a tutto il gregge, nel quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascolare la chiesa di Dio, che egli ha acquistato col proprio sangue.
(Atti 20:28)
Pascete il gregge di Dio che è tra voi, sorvegliandolo, non per forza, ma volontariamente, secondo il volere di Dio; non per vile interesse di denaro, ma con prontezza dello spirito; non come signori su quelli che vi sono affidati, ma come esempi per il gregge.
(1 Pietro 5:2-3)

La Cena del Signore

Memoriale settimanale della morte e risurrezione di Cristo.

Ogni domenica, come fecero i primi cristiani, partecipiamo alla Cena del Signore: pane e vino come memoriale del corpo e del sangue di Gesù.

Gesù stesso disse: «Fate questo in memoria di me» (Luca 22:19).

È un momento di ricordo, di gratitudine e di comunione per tutti i credenti battezzati.

È un invito profondo a riconoscere che la grazia scaturisce unicamente dal Suo sacrificio e dal Suo Amore, non dai nostri meriti, esortandoci a vivere la croce di Gesù e a porla al centro della nostra vita, custodendo con responsabilità il Suo dono.

Poi, preso del pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me».
(Luca 22:19)
Poiché io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho tramandato: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane; e dopo aver rese grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Ugualmente, dopo aver cenato, prese il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
(1 Corinzi 11:23-26)
Il primo giorno della settimana, quando eravamo riuniti per rompere il pane, Paolo, che doveva partire il giorno dopo, trattenne il discorso con loro, e prolungò il suo parlare fino a mezzanotte.
(Atti 20:7)

L'adorazione

In spirito e verità: preghiera, Parola, Cena del Signore e lode condivisa.

L'adorazione è rivolta a Dio Padre, in nome di Gesù Cristo, guidata dallo Spirito Santo.

L'adorazione include preghiera, lettura e insegnamento della Scrittura, comunione dei santi e raccolta per le necessità.

Cantiamo lodi a Dio, a volte anche con strumenti musicali. Nel Nuovo Testamento troviamo il canto; non troviamo un comando né un divieto espliciti sugli strumenti. Molte Chiese di Cristo intendono quel silenzio come proibizione e adorano a cappella: su questo il movimento si è storicamente spaccato. Noi lo leggiamo come libertà della chiesa locale. Non è una conclusione «ovvia»: è una scelta ermeneutica discussa, e per noi non è un test di ortodossia. I Salmi ricordano che lodare Dio con la musica appartiene alla Scrittura; non li usiamo come se fossero un comando diretto al culto cristiano.

Ma l'ora viene, ed è già venuta, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
(Giovanni 4:23-24)
Parlate tra di voi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e lodando il Signore nel vostro cuore.
(Efesini 5:19)
Lodatelo al suono della tromba; lodatelo con salterio e arpa! Lodatelo con tamburi e danze; lodatelo con corde e flauti! Lodatelo con cembali sonanti; lodatelo con cembali squillanti!
(Salmo 150:3-5)

L'unità

Un solo corpo in Cristo: unità cercata, non già compiuta.

Crediamo che i cristiani debbano cercare l'unità in Cristo, lasciando alla Scrittura di guidare fede e pratica, senza elevare documenti confessionali ad autorità parallela. Questo non significa che solo chi condivide la nostra lettura appartenga al corpo di Cristo.

Cerchiamo quell'unità senza pretendere di esaurire da soli la chiesa di Cristo, né di aver raggiunto una purezza già compiuta. Il movimento di restaurazione Stone-Campbell da cui traiamo ispirazione nacque per unire i cristiani e ha finito, in parte, per produrre ulteriori divisioni: lo riconosciamo. L'unità resta un orizzonte a cui tendere, non un traguardo che possiamo vantare. Desideriamo essere semplicemente cristiani: discepoli di Gesù che lasciano alla Parola di guidare fede e pratica, sapendo di portare con noi una storia e delle letture condivise. Dove altri discepoli di Gesù leggono diversamente, cattolici, ortodossi, protestanti e altre Chiese di Cristo, non pretendiamo di avere l'ultima parola sulla loro fede.

Per questo non partecipiamo al movimento ecumenico nella sua forma istituzionale. Crediamo che l'unità si costruisca esaminando insieme la Scrittura, non attraverso assemblee interconfessionali o dichiarazioni comuni che possano mettere la Parola in secondo piano. Non è un rifiuto degli altri credenti: è il modo in cui, da semplici cristiani, crediamo di onorare la preghiera di Gesù per l'unità dei Suoi discepoli.

Invitiamo ogni persona a esaminare le Scritture con noi e a seguire Cristo dove la Parola conduce.

Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che per mezzo della loro parola crederanno in me; affinché tutti siano uno; e come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.
(Giovanni 17:20-21)
C'è un solo corpo e un solo Spirito, come anche voi siete stati chiamati a una sola speranza nella vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, opera per mezzo di tutti ed è in tutti.
(Efesini 4:4-6)
Vi esorto però, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, che parlate tutti una stessa cosa e che non ci siano divisioni tra di voi, ma che siate ben uniti nello stesso pensiero e nello stesso giudizio.
(1 Corinzi 1:10)